Sull’induzione dei recettori steroidei

Si tratta di uno dei capitoli più interessanti del doping e meriterebbe una analisi ben più approfondita di quella che potrò affrontare in questo breve articolo ma tant’è.

Andiamo subito al dunque, due le strade:

  1. Un livello “adeguato” di estrogeni che può riuscire ad indurre un upregulation della espressione degli AR e un relativo incremento della traslocazione nucleare di circa il 25%
  2. Un “adeguato” utilizzo dell’interferone beta ricombinante umano (rHuIFN-beta) che è in grado di aumentare drammaticamente l’espressione del recettore degli androgeni (AR) in alcuni tessuti fino a 5,3 volte.

Sebbene doparsi sia da idioti, doparsi a “zero estrogeni” per tirarsi o ad “alti estrogeni” per poter “assimilare” e quindi somministrarsi quantità spudorate di steroidi è da doppiamente idioti … in entrambi i casi per svariati motivi … chi ha orecchie intenda (ecco se non ne avete la più pallida idea lasciate stare la chimica!)

Non pensiate che queste siano conoscenze moderne: fino a 20 anni fa l’interferone beta aveva come precipua indicazione terapeutica oncologica “l’induzione dei recettori steroidei nel carcinoma mammario avanzato e nel carcinoma endometriale in pazienti in post-menopausa da sottoporre, successivamente, ad endocrinoterapia” quando ancora questi cancri venivano efficacemente curati con androgeni.

So che l’informazione non è completa, so che se andrete ad informarvi troverete più di un interferone beta, so che manca la posologia e la modalità/strategia di somministrazione per lo scopo desiderato, so che mancano riferimenti, ma le citochine e i peptidi in generale non sono adatti per il piccolo chimico … scusate.